L’uomo contemporaneo, secolarizzato, materialista, uscito dalla tradizione, nemico della logica e prigioniero di una narrazione ideologica, balla ebbro di propaganda sull’orlo del baratro, sembra non accorgersi nemmeno del rischio di una guerra distruttiva che potrebbe troncare qualsiasi speranza nel futuro, non vede le lobby che tramano.
Per il nostro ordine si impone una riflessione, approfondita ed accurata, sui nostri concetti di vita, sulle nostre condotte e sull’ambiente che ci circonda, immersi come siamo in un sistema di propaganda che ci impedisce persino di avere rapporti umani a vantaggio dell’isteria social.
Cento non è facile reinterpretare i valori della Cavalleria, anche se sono nel nostro intimo, in un’epoca in cui si scambiano i valori con le ideologie. L’essenza spirituale dell’uomo è un valore, il materialismo di oggi è un’ideologia. La famiglia è un valore, ma non sono valori le “nuove forme di convivenza” che stravolgono l’ordine naturale in nome di ideologie che separano il corpo dalla mente. Il nostro sodalizio è un esempio di corpo sociale intermedio che deve resistere agli attacchi di coloro che vogliono una società atomizzata, in cui ogni persona è sola davanti al potere, nemmeno i servi della gleba erano in questa situazione, visto che erano protetti dalle corporazioni. A queste persone vengono proposte idee succedanee dei rapporti umani che pretendono di fondare una nuova morale sulle isterie green, woke, immigrazioniste e di fluidità di genere.
Il lavoro ed il suo prodotto, cioè la proprietà privata, sono un valore, non certo i cosiddetti “centri sociali”, luoghi di ozio e rapina, e tutte le occasioni che, “panem et circenses”, servono ad addormentare le conoscenze secondo il vecchio adagio per il quale “l’ozio è il padre di tutti i vizi”.
Curiosamente, in quest’epoca di perdita del senso della vita, lo spirito ed il sacro continuano ad essere un’esigenza di tutti e che tutti cercano. La ricerca di simboli cavallereschi fa parte di questo percorso, ma non si deve fermare al mero luccichio di un’insegna da appuntare sui propri abiti.
Il cavaliere moderno, maschio o femmina che sia, è una persona che ha dei valori e che li pratica senza indulgere all’ego ed al parossismo ideologico che oggi ci acceca. Dai tempi della rivoluzione protestante ad oggi, molte ideologie si sono affastellate nelle pieghe della nostra storia
In un mondo in cui tutti sono “trasgressivi”, la pratica dei valori morali e l’esercizio sano di attività di carità, inteso nel senso più ampio possibile, sono sicuramente il cuore della cavalleria del futuro, i valori tradizionali sono la premessa per una rinascita di corpi intermedi contro il potere delle lobby, delle corruttele e del pensiero unico, guardiano del potere.
La nostra famiglia, intesa in ogni sua componente, è tenuta a rielaborare il suo ruolo secondo concetti pregnanti al fine di evitare di relegare la nostra comunità al ruolo di “poca brigata” impegnata a sfoggiare qualche manto ed a muovere le ganasce per una convivialità con non diventa feconda.
Ogni ordine può scegliere una sua vocazione che, in sistema con le altre, concorra ad un cammino che sia anticiclico in questa epoca di obnubilamento delle coscienze.